|
|
Salve a tutti voi, seduti alle vostre scrivanie, davanti ai vostri computer, mentre sorseggiate del caffèlatte da una tazza. forse o indovinato, o forse no, ma insomma, salve anche a coloro (i quali) sono buttati sul letto, o stesi su un prato, appicicati allo schermo di un iPhone 6506007 e sorseggiano del tè da un bicchiere, o non bevono nulla. l'unica cosa che vi accomuna è di essere nello stesso momento, unità di tempo dubbia, data la molteplicità di valori da attribuire all'incognita, intenti a leggere il mio post. e basta un lettura veloce di poche cazzate che si entra nella dimensione parallela che è il mio blog. ma non facciamoci prendere dall'immagine vagamente poetica di un universo secondo e spirituale che si affianca al mondo del fisico, del percepibile; che poi se vogliamo essere pignoli non si tratterebbe di un mondo utopisitco e delle anime, basandosi in effetti sulla materialistica esistenza della rete comune dell'internet, prodigio di un'evoluzione di comodità e non fine a se stessa. a meno che non si voglia estendere questo pensiero all'immagine di anime, pensieri e concetti che vengono a contatto tra loro nel mondo dell'astrattismo delle anime. spiritualismo (e relativa antitesi) a parte, l'obbiettivo di questo post non era di confondervi le idee, quello fa parte di me, confondere le idee alla gente. quello che sarò lo decideranno i fatti: se continuerò a scrivere e a pensare di certi pensieri o smetterò di riempirmi la testa di cazzate sullo spirito. diceva infatti De Andrè che quasi tutti scriviamo poesie fino ai diociotto anni; dopo questa soglia chi continua o è un cretino o è un poeta. "io, perciò" continuava Faber, ", per non tover giustificare le mie azioni mi classifico come cantautore"..
e questa sono io, il mio blog uguale a me. e adesso vado che devo andare in palestra, ritorno nel mondo fisico, tanto noioso e monotono, quanto utile al contatto materiale, dunque fisico. a presto ^ _^
Categorie: Nessuna
Le parole inserite non corrispondono al testo fornito. Riprova.
Attenzione.
Oops, you forgot something.