LA BAMBOLINA ROTTA

Clicca qui per modificare il sottotitolo

the moment when you vorresti scrivere a description of your blog ma non tieni un cazzo to say and you're sotto effetto di stupefacenti and begin to scrivere cazzate.|

e che nulla, mi chiamo Rosi e mi faccio di roba pesante, almeno nella testa di tutti quelli che mi conoscono. suggerisco forse l'idea di una fattona, agli amici, ai miei. tutti che mi apostrofano come drogata, ma il fatto è che io neanche fumo le winston. però mi piace questa mia maschera da accannata, anche se a me piace dire spiritualista. mi piace l'idea di dover fingere di essere una ragazzaccia, ma avere un concetto del tutto diverso della droga. tutti quelli che fumvano, i poeti e cantautori d'altri tempi, erano dei grandi, se ci pensate, hanno fatto la storia, erano "psichedelici".         io però una cosa da ragazzaccia la faccio, e cioè bevo e mica sto a vantarmene, della mia birra, a me piace, stop. non mi sento null'altro che me(altro che grande.) :P

visualizza:  completo / riassunto

Un po' più dentro la bambolina

Posted by rosita.dimi on 11 maggio 2016 alle 13.35 Comments commenti (0)

Salve a tutti voi, seduti alle vostre scrivanie, davanti ai vostri computer, mentre sorseggiate del caffèlatte da una tazza. forse o indovinato, o forse no, ma insomma, salve anche a coloro (i quali) sono buttati sul letto, o stesi su un prato, appicicati allo schermo di un iPhone 6506007 e sorseggiano del tè da un bicchiere, o non bevono nulla. l'unica cosa che vi accomuna è di essere nello stesso momento, unità di tempo dubbia, data la molteplicità di valori da attribuire all'incognita, intenti a leggere il mio post. e basta un lettura veloce di poche cazzate che si entra nella dimensione parallela che è il mio blog. ma non facciamoci prendere dall'immagine vagamente poetica di un universo secondo e spirituale che si affianca al mondo del fisico, del percepibile; che poi se vogliamo essere pignoli non si tratterebbe di un mondo utopisitco e delle anime, basandosi in effetti sulla materialistica esistenza della rete comune dell'internet, prodigio di un'evoluzione di comodità e non fine a se stessa. a meno che non si voglia estendere questo pensiero all'immagine di anime, pensieri e concetti che vengono a contatto tra loro nel mondo dell'astrattismo delle anime. spiritualismo (e relativa antitesi) a parte, l'obbiettivo di questo post non era di confondervi le idee, quello fa parte di me, confondere le idee alla gente. quello che sarò lo decideranno i fatti: se continuerò a scrivere e a pensare di certi pensieri o smetterò di riempirmi la testa di cazzate sullo spirito. diceva infatti De Andrè che quasi tutti scriviamo poesie fino ai diociotto anni; dopo questa soglia chi continua o è un cretino o è un poeta. "io, perciò" continuava Faber, ", per non tover giustificare le mie azioni mi classifico come cantautore"..

e questa sono io, il mio blog uguale a me. e adesso vado che devo andare in palestra, ritorno nel mondo fisico, tanto noioso e monotono, quanto utile al contatto materiale, dunque fisico. a presto ^ _^  


Rss_feed